Tutti i miei amici fisioterapisti non vogliono che tu legga questo post

di | Marzo 25, 2019

Caro lettore, leggi attentamente questo articolo prima che i miei amici fisioterapisti riescano ad accedere in maniera truffaldina al mio blog e me lo cancellino.

Avrai constatato anche tu che la gente in palestra mediamente fa gli esercizi male, e questo per due motivi:

  1. Le persone non sanno giudicarsi “dall’interno”.
  2. Hanno fretta di alzare i carichi

Lo sappiamo tutti che non devi sollevare un carico alto se non sai fare l’esercizio, perché danneggeresti tutti i tessuti e non serve la mia qualifica di massoterapista per dirti questo.

Poi però chissà perché, dalla teoria alla pratica, le cose cambiano. Infatti ogni giorno qualunque palestra pullula di gente che si cimenta in esecuzioni orribili con carichi sopra alle proprie possibilità.

E con questo non intendo dire che queste persone non conoscono le istruzioni. Tutti sanno come si fa uno Squat (avrai sentito mille volte dire “immagina di sederti su una sedia”). Razionalmente il comando lo abbiamo capito, l’idea di come deve essere fatto uno Squat in testa ce l’abbiamo chiara. Dalla teoria alla pratica però poi, chissà come mai, i muscoli non rispondono nel modo giusto.

Perché?

Perché non ci sono le condizioni per poter fare quello che nella testa andrebbe fatto.

Non c’è elasticità muscolare, non c’è forza, non c’è coordinazione. Non c’è l’abilità di farlo correttamente perché non c’è stata la didattica del movimento.

È come quando l’istruttore di scuola guida ti diceva. “Lascia il piede dalla frizione molto lentamente”.

Non hai pensato: “Lo lascio abbastanza lentamente, andrà bene”. No, no, hai proprio pensato: “Tolgo il piede da qui il più lentamente possibile”.

Lo sappiamo benissimo come è andata a finre: la macchina si è inesorabilmente spenta.

È la storia di tutti.

A livello razionale il comando dell’istruttore di scuola guida era chiaro, come sono chiare le istruzioni per fare uno Squat.

Succede però che quando fai uno Squat… lo sbagli.

Ma c’è una differenza rispetto all’automobile. Ed è che la macchina si spegne e ti fa capire che l’esercizio è fallito. Che ti devi esercitare.

Con lo Squat, se non lavori con un trainer esperto, se fai affidamento alle tue sensazioni, potresti avere l’impressione che stai scendendo abbastanza, invece probabilmente ti manca tanto così.

Perché ad un certo punto ti blocchi e non riesci ad andare più giù?

Perché i muscoli sono “tarati” per lavorare su quella prondità. È la forza dell’abitudine. Il Sistema Nervoso Centrale, cioè la nostra grande centralina, il nostro computer di bordo che dà istruzioni a tutto il corpo, ha registrato i movimenti di tutta la nostra vita e ha tarato quella come profondità ideale fino alla quale scendere.

Tutto questo mica per farci un dispetto. Tutt’altro: per motivi di sicurezza.

Ripeto: razionalmente sai che cosa vuol dire scendere col sedere fino a sotto il ginocchio.

Però quando provi a farlo, di fatto oltre un certo punto non vai.

Se vuoi andare per forza, il computer di bordo trova un modo per accontentarti. Ciò vuol dire staccare i talloni, disallineare le gambe, curvarti con la schiena o altre oscenità del genere.

Ma queste sono tutte esecuzioni sbagliate, sono compensazioni.

Ora prova a fare questo esperimento. Prova a lasciarti cadere per terra in avanti senza mettere le mani per  parare evitare l’impatto.

Ti sarai accorto/a che non puoi. Se anche a livello razionale ti convinci di volerlo davvero, la parte inconscia, sa che bisogna preservare la vita e quindi il Sistema Nervoso Centrale pone un blocco inibitorio alle nostre azioni.

Risultato: prima di spiaccicarti contro il pavimento sei costretto/a amettere le mani per bloccarti esattamente un attimo prima dell’impatto con il pavimento.

Che sia opera di Dio o della Natura, converrai che il corpo è una macchina perfetta.

La centralina di bordo non si può fregare.

Il problema è che quando facciamo uno Squat sbagliato il computer di bordo sa benissimo che non è una questione di vita o di morte, quindi ti lascia benissimo sollevare i talloni, incurvare la schiena in avanti o compensare in qualsiasi altro modo.

Oggi non succede niente, domani neanche. Ma col tempo? Anni e anni a fare gli esercizi senza la tecnica giusta sono capaci di trasformare la palestra nel peggior investimento della tua vita in termini di salute.

In che modo dobbiamo agire per evitare le compensazioni?

L’obiettivo è arrivare a “convincere” il Sistema Nervoso Centrale che possiamo scendere con il sedere fino ad avere l’anca sotto il ginocchio nella maniera corretta, cioè senza distorcere il movimento.

Per arrivare a questo punto necessitiamo di adattamenti a livello strutturale. I muscoli devon diventare forti e flessibili, in modo tale che il grande controllore di bordo sia “tranquillo” quando facciamo il nostro Squat e rimuova il blocco inibitorio che non ci faceva scendere più di quanto eravamo abituati a scendere.

Prima di parlare di intensità di lavoro, prima di parlare di carichi, dobbiamo apprendere il modello di esecuzione dei principali schemi motori di base.

In questa prima fase dovremo semplicemente imparare a muoverci registrando i movimenti che ti chiedo di fare nella loro forma perfetta.

“Registrando” inteso a livello neurale, ma se vuoi fare un buon lavoro registrati anche con una videocamera: ti sbalordirai della differenza che c’è tra quanto pensavi di essere sceso/a e quanto sei sceso/a realmente!

Una volta che sarai in grado di fare il movimento corretto, non ti resta che esercitarti continuando a consolidarlo e renderlo abituale prima di alzare i carichi!

La perfezione è figlia della qualità unita alla quantità, non della quantità e basta. Se pensi che il tuo Squat migliori facendo serie a sfinimento da 100 ripetizioni in sala corsi a ritmo di musica, ti sbagli di grosso.

Ripetizioni sbagliate infatti non faranno altro che confermare al Sistema Nervoso Centrale che lo Squat si fa in quel modo. Invece il nostro obiettivo, se non abbiamo già uno Squat perfetto, è quello di “pulire” lo schema motorio dalle imperfezioni e dalle compensazioni. Dobbiamo cioè cancellare dalla memoria il movimento vecchio e immettere il nuovo.

Se hai una forma di esecuzione “abbastanza buona” ma sei convinto/a di averla perfetta, allora cadrai nell’errore di aumentare i carichi e da “abbastanza buona” la tua forma di esecuzione diventerà mediocre.

Il corpo farà lo stesso quello che chiedi di fare, ma compenserà di più.

II primo step è quindi imparare a muoversi.

Inutile parlare di intensità di lavoro, inutile parlare di Squat “pesante” se lo Squat a corpo libero non lo sai fare. Soltanto le persone che si sanno muovere passano alla fase successiva, vale a dire sollevare carichi alti e iniziare a pompare il metabolismo.

Viceversa, se aumenti i carichi senza avere una tecnica degli esercizi ottimale, continuerai a peggiorare la tua tecnica sempre di più, perché non farai altro che consolidare un’abitudine dannosa; e nel tempo ti esporrai a gravi rischi per la salute.

Magari non succederà oggi e neanche domani, perché quando si è giovani e i tessuti sono elastici, il corpo sopperisce abbastanza bene alle nostre ragazzate.

Poi un bel giorno scopri di avere un malore sospetto nella parte bassa della schiena, e quando un esperto ti dirà che è causato dalla forma di esecuzione errata del tuo Squat, tu risponderai prontamente: “Lo Squat? Impossibile, lo faccio da una vita”.

Appunto.

Le lastre daranno un responso che metterà fine a qualsiasi ambizione di costruire un fisico di eccellenza. Perché anche se esteriormente avrai raggiunto i tuoi risultati, “dentro” lo stupendo dispositivo ormai si sarà inceppato per sempre.

Dovrai scordarti di fare qualsiasi sforzo per il resto della tua vita. L’ernia ti condannerà per sempre a quello Squat a corpo libero che tu hai troppo velocemente voluto abbandonare per giocare a un gioco pericoloso che a quel tempo non ti potevi permettere.

Sarai destinato a soffrire per sempre.

Se non ti piace questo scenario, non fare l’incosciente: non scimmiottare gli altri, non aver fretta di sollevare i pesoni, non farti prendere dall’ego. Fatti monitorare da un esperto e attendi sempre l’ok quando hai dubbi sulle esecuzioni degli esercizi

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