Obiettivi inconfessabili – Il viaggio dell’eroe in palestra

di | Marzo 20, 2019

Abbiamo obiettivi inconfessabili, lo sai?

Non sempre gli obiettivi che dichiariamo agli amici, al trainer a ai compagni di allenamento sono quelli reali. Diamo alla società delle versioni “semplificate” di quello che vogliamo ottenere. La realtà dietro infatti è molto più complessa.

Spesso quello che vogliamo ottenere non è soltanto una trasformazione fisica, ma anche (e soprattutto) una trasformazione della nostra identità.

Nella narrativa il viaggio dell’eroe è il percorso che il personaggio principale fa nel raggiungimento dei suoi obiettivi.

Ognuno di noi è l’eroe della sua storia personale. Sì sì, anche tu vai in palestra e ti alleni perché sei un eroe e hai il tuo viaggio da compiere.

Anche tu hai la tua storia da raccontare. Ma la tua non la conosco, quindi te ne racconto una che conosco bene.

C’è Cappuccetto Rosso che deve portare una cesta di biscotti a casa della nonna.

Esce di casa in un bel giorno di primavera, si incammina verso il bosco, si ferma a bere a un ruscello, si siede ai piedi di un albero a riposarsi un’oretta; dopodiché si rialza e si rimette in cammino.

Prima di sera giunge a casa della nonna e le consegna i biscotti. Dopodiché si ferma lì a cena e poiché la nonna ha un letto extra, Cappuccetto rosso si ferma lì la notte. La nonna le lascia una bella mancia, e Cappuccetto rosso l’indomani torna a casa in taxi.

O forse non era così.

Ad ogni modo, ti è piaciuta?

Sono sicuro di no. Ed il motivo è scontato: manca un po’ di sangue, manca il pathos.

Abbiamo il soggetto della storia, che è Cappuccetto Rosso.
Abbiamo l’obiettivo, cioè cosa deve fare Cappuccetto Rosso, cioè andare a casa della nonna.

Ma non potrà essere una storia interessante fino a quando non inseriamo quello che nelle storie viene definito l’elemento di conflitto. In questa storia sappiamo tutti che l’elemento di conflitto è il lupo cattivo.

Ora facciamo un salto in palestra.

Luigi e Susanna, due eroi anonimi

L’obiettivo dichiarato di Luigi, per esempio, è quello di riuscire a fare 20 piegamenti a terra. Di quelli fatti bene però, toccando col petto il pavimento e risalendo completamente.

L’obiettivo di Susanna invece è quello di perdere 5 chili. 5 chili di cui almeno il 90% è di massa grassa, perché Susanna non è stupida che guarda solo il numerino sulla bilancia. Sa bene che perdere 5 kg di tessuto tonico o di tessuto grasso non è affatto la stessa cosa.

Ebbene, mi sai dire qual è l’elemento di conflitto delle loro storie?

No, la risposta non è la loro pigrizia.

Non sono loro stessi l’elemento di conflitto. Non possono esserlo: loro sono già i protagonisti.

Allora mi dirai che l’elemento di conflitto non c’è.

No no, ti assicuro che c’è. Guarda bene, perché c’è.

In realtà nella storia di Luigi i piegamenti a terra non sono l’obiettivo, come detto in precedenza: sono il conflitto.

Infatti sono il mezzo col quale Luigi raggiungerà il suo vero obiettivo, che non sono i 20 piegamenti, bensì qualcosa di molto più grande.

Qual è questo vero obiettivo allora? Boh. Questo lo sa lui e noi non glielo chiederemo, anche perché lui non ce lo direbbe. Sono cose molto personali.

Gli obiettivi inconfessabili di Luigi e Susanna

Forse vuole essere più forte perché a scuola lo bullizzano, allora va in palestra per strutturare il fisico e incutere timore; o magari vuole fare colpo su una ragazza. O ancora, perché mira a stare meglio, vuole curare il fisico per allontanare l’idea della morte.

Anche nel caso di Susanna il vero obiettivo è qualcosa di molto profondo e inconfessabile, che potrebbe avere a che fare l’auto accettazione. Oppure con l’ammirarsi in un paio di jeans stretti. Avere qualche paia d’occhi addosso in più, o ancora allontanare la paura di non riuscire a trovare un fidanzato.

Luigi e Susanna, e con loro tutti noi, si allenano per una nuova identità. I loro obiettivi inconfessabili sono delle versioni potenziate di loro stessi.

Sono Bat-Luigi e Wonder-Susanna.

Allo stesso modo anche noi ce la raccontiamo dichiarando obiettivi in termini di prestazioni fisiche o risultati estetici. In realtà dietro c’è molto altro: i nostri obiettivi inconfessabili sono quelli di diventare i supereroi dei film che abbiamo in testa.

Luigi immagina se stesso che chiude gli occhi per addormentarsi, e riesce a non vedere il mostro, che a scuola tutti i giorni gli fa i dispetti davanti a tutti.

Susanna immagina se stessa che chiude gli occhi per addormentarsi e sogna di essere svegliata con un bacio.

Il duplice viaggio di Cappuccetto Rosso e di tutti gli eroi (te compreso)

Vista sotto quest’altra luce, il viaggio di Cappuccetto rosso si rivela un duplice viaggio:

– Da una parte abbiamo un viaggio fisico, con Cappuccetto Rosso che attraversa il bosco e giunge a casa della nonna e sconfigge il lupo.
– Dall’altra abbiamo un viaggio spirituale con la morte di Cappuccetto Rosso e la sua rinascita.

Nella sua versione potenziata, ha attraversato il bosco e sconfitto il lupo, e quindi raggiunto la maturità di non fermarsi a parlare con gli sconosciuti.

Perché quando inizio ad allenare un nuovo cliente mi interessa relativamente quale sia l’obiettivo?

In primis perché tanto, qualunque sia l’obiettivo, bisogna prima imparare gli esercizi. Devi imparare a muoverti correttamente senza sovraccarichi.

Soltanto poi potrai iniziare a muoverti correttamente con i sovraccarichi. E quando lo padroneggerai, l’esercizio sarà tuo, e potrai usarlo sia per dimagrire che per aumentare la massa muscolare. L’esercizio in sé non ha un fine, dipende da come lo usi.

Ma c’è anche un altro motivo. Che i 20 piegamenti dichiarati nell’obiettivo non sono il tuo vero obiettivo; e io lo so benissimo.

Ma io devo occuparmi di palestra e mi fermerò qui. Magari fare 20 piegamenti a terra ti permette di superare il test ed entrare nei pompieri, che è il sogno della tua vita. Ma tutto questo non mi riguarda.

Mi accontento di accompagnarti nel viaggio “fisico” che percorrerai verso il miglioramento personale che cerchi, nell’assoluta consapevolezza che non si tratta solo di questo.

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