La sindrome di Paola

di | Aprile 4, 2019

Parlando con Paola, una mia amica, ho scoperto una cosa che non trovo poi neanche troppo assurda, ma che la mia amica mi ha assicurato essere più frequente di quanto pensassi.

Ebbene, mi ha assicurato che ci sono persone che andrebbero in palestra per sentirsi “confident” col proprio corpo, ma che al contempo non vanno in palestra proprio perché non si sentono a loro agio a fare degli esercizi in mezzo agli altri.

“Christian gli occhi addosso sono dei mitra puntati”, mi ha detto.

Queste persone vorrebbero migliorarsi e sono pronte a rimboccarsi le maniche; però migliorarsi significa immettersi in un percorso in cui vorrebbero essere già “sufficientemente” a loro agio per presentarsi “sul campo” insieme agli altri per migliorarsi.

Capisci che casino la psicologia umana? 

Ho provato a pensare a cosa dire a una ipotetica persona così.

– Guarda, il problema non sussiste…
– Anche gli altri si muovono male eh…
– Ciascuno ha le sue cuffiette e si fa i fatti suoi…
– Nessuno ha iniziato che era già bravo…

Ma ho capito che questi approcci non porterebbero la persona a presentarsi in palestra.

Sai perché?

Queste sono motivazioni razionali che non servono a nulla, perché nessuno sceglie deliberatamente di provare un disagio. Non è questione di spiegare che “ognuno si fa i fatti suoi”: una persona che prova un disagio di questo tipo sa già questa cosa.

La riprova è che mentre Paola mi parlava mi è venuta in mente un’altra roba di questo tipo.

Avevo un cliente che… sai cosa faceva?

Lascia che ti racconti questa perché è un comportamento proprio curioso.

Questo mio cliente aveva la donna delle pulizie che andava a pulirgli casa due volte a settimana. E lui tutti i martedì e i venerdì, prima che lei arrivasse… dava prima una pulita lui. A tutta la casa.

Capisci che non ha senso a livello razionale?

Lui mi diceva:

Eh lo so Christian, ma guarda che non sistemo tutto, ma almeno il più grosso. Che cosa penserebbe di me la donna delle pulizie se vedesse nel lavandino le 4 bottiglie di birra vuote?

Io rispondevo:

“Claudio, penserebbe che hai bevuto la birra la sera prima con 3 amici… che male c’è?”

Niente, non c’è stato verso.

Anche qui stiamo parlando della paura del giudizio e allora venendomi in mente questo avvenimento ho dovuto ammettere a Paola che la questione di non presentarsi in palestra perché non ci si sente capaci di fare gli esercizi mi è sembrata una cosa non del tutto fuori posto.

E allora sai che cosa ho fatto?

Ho creato un metodo di lavoro che ti permette di raggiungere il tuo peso forma con un minimo di igiene alimentare ma senza contare le calorie. Tutto ciò sarà possibile grazie all’azione del metabolismo, che porta all’aumento del dispendio calorico passivo.

E se non vuoi iscriverti in palestra fin da subito, se sei come Paola, puoi anche preferire di allenarti in casa.

Si parla sempre di allenamento con i sovraccarichi. Ma in fin dei conti, il nostro corpo è esso stesso un sovraccarico, quindi allenandoci a corpo libero solleviamo dei sovraccarichi, no?

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